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Pubblicato 6 settembre 2011

Nitroprussiato di sodio al posto dell’adrenalina durante l’RCP? Sembra possibile.

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Nitroprussiato di sodio al posto dell’adrenalina durante l’RCP? Sembra possibile.



Chiunque sappia come eseguire una manovra RCP saprà anche che in associazione al massaggio cardiaco le linee guida ci consigliano l’uso di farmaci vasocostrittori. Un recente studio però (Yannopoulos D, Matsuura T, Schultz J, et al. Sodium nitroprusside enhanced CPR improves survival with good neurological function in a porcine model of prolonged cardiac arrest. Crit Care Med. 2011;39(6):1269–1274.), ha aperto uno spiraglio su una nuova possibilità. Quello che i ricercatori hanno voluto provare con questo studio, è che usando dei farmaci vasodilatatori come il nitroprussiato di sodio, al posto dei vasocostrittori, gli outcome relativi all’RCP migliorino sensibilmente. I ricercatori spiegano infatti che i vasodilatatori non influiscono sulla pressione a ortica, e che durante il massaggio cardiaco si genera una pressione intratoracica adeguata al fine di permettere un buon flusso ematico. In aggiunta i farmaci vasodilatatori hanno il potere di aumentare il circolo intra-organo e che per questo in fase di RCP possiedono una marcia in più rispetto ai classici farmaci usati durante la rianimazione. I ricercatori hanno testato questa nuova associazione su un totale di 16 maiali con una fibrillazione ventricolare indotta. In modo random metà dei maiali sono stati trattati con epinefrina (0,5mg ogni 5 min) e l’altra metà ha ricevuto il trattamento con nitroprussiato di sodio (1mg ogni 5min). Dopo 20 minuti di rianimazione la pressione arteriosa sistolica media era di 73 mgHg per i maiali trattati con nitroprussiato e di 51 mmHg per i maiali trattati con epinefrina. Nessun animale trattato con epinefrina è stato possibile rianimare, mentre tutti i maiali trattati con nitroprussiato sono stati rianimati con successo. Questo studio che è stato eseguito in laboratorio in modo controllato su animali dovrebbe essere comunque riprodotto sull’uomo prima di affermarne la sua validità, e dunque apportare delle modifiche ai protocolli di rianimazione. Anche questa volta, uno studio ci dimostra che i taboo della scienza possono essere eliminati.

Via | JEMS

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About the Author:

Davide Mori - Infermiere, master in area critica e master in management per le funzioni di coordinamento, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia de "La Sapienza" di Roma In servizio presso il Dipartimento di Emergenza e Accettazione dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.